L’aria a Cremona? Come a Milano

Da uno studio del Servizio Epidemiologico dell’Asl di Cremona salta fuori che l’aria che si respira a Cremona è inquinata quanto quella di Milano e del suo hinterland.

Lo studio condotto Salvatore Mannino e Marco Villa, rispettivamente direttore e epidemiologo del Servizio Epidemiologico dell’Asl di Cremona ha messo in relazione a “breve termine” (cioè nell’arco di 2 giorni) la mortalità e l’esposizione alle famigerate PM10. L’analisi che prende in considerazione un arco temporale di sei anni ( dal 2001 al 2006) e oltre 20 mila decessi (dati ASL), stabilisce un collegamento tra i morti di un giorno con il livello di polveri sottili rilevato il giorno stesso della morte degli individui e il giorno precedente.

Tanto più elevato è il livello di PM10 nell’aria, tanto più è alta mortalità.

In particolare, l’incremento di decessi è più marcato per patologie dell’apparato respiratorio: si parla del 2,7% in più rispetto alle altre cause di morte naturale, che diventa l’8,3% nella stagione calda.

Ma se l’aumento di inquinamento ha come conseguenza “a breve termine” l’aumento di mortalità, se ne deduce che ogni piccolo abbassamento di inquinamento può’ portare con sé effetti positivi immediati sulla salute.

É la logica conseguenza che ha fatto da epilogo alla presentazione dell’indagine condotta dall’Asl e su cui ha voluto fare riflettere anche Paolo Crosignani, responsabile dell’Unità Operativa di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori dell’Istituto Nazionale Tumori (INT) di Milano, intervenuto al convegno.

“Fattori di rischio ambientali e tumori”, i due temi che Crosignani ha messo in relazione sulla base dei dati e delle indagini condotte dal’INT.

Nonostante le polemiche e le smentite che di volta in volta si alzano in merito ai fattori di rischio tumori, su una cosa c’è già  una certezza: l’inquinamento ambientale è un fortissimo determinante per certi tipi di tumori.

Così come una recente indagine condotta in provincia di Mantova sui sarcomi dall’INT e dall’Istituto Superiore della Sanità, ha evidenziato un nesso di casualità con la presenza di INCENERITORI.

 La Cronaca 01/06/2007 

10 Commenti

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