Un faccia a faccia, quello di ieri, dai toni pacati ma che ha confermato la distanza delle posizioni: da una parte gli anti inceneritore che tornano a chiederne la chiusura in tempi rapidi; dall’altra il Comune e l’Aem che, pur disponibili a percorrere strade nuove, considerano irrealizzabile quell’ipotesi. In mezzo, ecco la novità politica, Rifondazione comunista che non esclude uno smantellamento graduale.
All’incontro, che fa seguito al blitz dei contestatori durante il penultimo Consiglio comunale, hanno partecipato sette esponenti del Comitato difesa territorio, il segretario di Rifondazione Maurizio Guerrini e, per parte comunale, il sindaco Gian Carlo Corada, l’assessore Celestina Villa, la presidente della commissione ambiente Alessia Manfredini, insieme con il presidente dell’Aem Franco Albertoni e alcuni tecnici dell’Azienda.
La portavoce del Comitato, Luisella Feraboli, ha scoperto subito le carte: «Le vecchie centrali di rilevamento delle emissioni dell’inceneritore non servono a nulla e abbiamo la prova che le ceneri bruciate finiscono nei cementifici.Siamo circondati da altre città che stanno cercando altri sistemi di smaltimento dei rifiuti. Ne va della salute pubblica».Chiediamo la chiusura dell’inceneritore». I suoi oppositori hanno insistito su un punto: l’alta percentuale, secondo loro, dei rifiuti provenienti da fuori provincia e bruciati dall’impianto dell’Aem.
Non meno netta la posizione espressa da Albertoni: «Se l’obiettivo è chiudere l’inceneritore, non andiamo da nessuna parte. Inceneritore significa teleriscaldamento, a cui è collegata buona parte della città». Quanto ai rifiuti che arrivano dalle altre province, «sono il 12 per cento del totale. Tutto, in entrata come in uscita, avviene a norma di legge. Detto questo, siamo disposti al dialogo».
Uno dei componenti del Comitato, Mario Bini, è scattato: «La volontà di ascolto da sola è sterile. È venuto il momento di una svolta: che Comune e Aem si decidano ad affrontare il problema in un’ottica diversa. Ci vuole un salto di qualità. È con questo spirito che appoggiamo la mozione presentata da Rifondazione».Mozione in cui si chiede di ridurre la quota dei rifiuti provenienti da fuori provincia.Bini ha accusato: «Sapete bene che state distruggendo sistematicamente l’ambiente».
«Non si può dire che siamo degli avvelenatori», gli ha replicato Corada.
È poi toccato a Rifondazione: «Questo incontro è assolutamente importante. Sulla questione inceneritore ci sono sensibilità che vanno oltre questo Comitato». Quindi il messaggio politico: «Ci sono mozioni che viaggiano speditamente, altre a rilento». Guerrini ha chiesto al sindaco «che si faccia garante» perché quella sull’inceneritore non rimanga in un cassetto.Avverte Guerrini: il voto su quel documento segnerà la discriminante tra chi ha a cuore la salute dei cittadini e chi no.
(La Provincia - 27/06/07)
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