Cinque medici di Ferrara hanno presentato un esposto contro la realizzazione in corso d’opera della triplicazione dell’inceneritore di Cassana, che dista in linea d’aria circa 5 chilometri dal centro cittadino, ed insiste su una parte della città gia’ fortemente caratterizzata da inquinanti insediamenti industriali, cui a breve dovrebbe aggiungersi la mega centrale turbogas da 800 Mw.
L’esposto - presentato presso la Procura della Repubblica di Ferrara - e’ firmato da cinque sanitari, Francesca Cigala Fulgosi, Giancarlo Rasconi, Valerio Vicentini, Liliana Pittini e Mauro Navarra, rispettivamente psichiatra, medico generale e medico del lavoro, neurologo, ginecologo, medico generale ed ematologo.
Nel documento i cinque chiariscono la ragione che li ha spinti a presentare l’esposto: “attenendosi all’art. 3 del Codice di Deontologia Medica che recita: ‘Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana…’ e al successivo art. 5: ‘Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva.’.
Nell’esposto i denuncianti - dopo aver illustrato l’iter seguito per l’approvazione del progetto da parte delle competenti autorita’ - dettagliano fra l’altro accuratamente ed analizzano dal punto di vista medico - alla luce delle diposizioni europee, delle risultanze dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ e della letteratura medica e scientifica - gli effetti per la salute delle emissioni di strutture come quella in progetto.
Oltre alla sanzione degli eventuali aspetti penalmente rilevanti che dovessero emergere a giudizio della Procura, i cinque medici hanno commentato che la loro speranza con questo gesto e’ “sensibilizzare quanto più possibile ad una seria discussione non solo la pubblica opinione, ma anche gli amministratori ed i pubblici responsabili della salute pubblica della nostra città”.
* si ringrazia il dott. Roberto Topino