‘Massima vigilanza sulla bonifica’ Dichiarazione choc di Torchio: gli avvisi di garanzia sono tre…
II colpo di scena scende come un brivido sui consiglieri accaldati: <<Gli avvisi di garanzia per la vicenda Tamoil sono tre>>, scandisce il presidente della Provincia Giuseppe Torchio rispondendo alle interrogazioni urgenti presentate da Andrea Ladina (Verdi) e Carlo Rusca (Forza Italia) per chiedere chiarimenti sulla vicenda del mega inquinamento.
II dibattito, che ha portato il caso del giorno al tavolo di una delle sedi istituzionali più alte, ha avuto un antefatto mattutino: lo stesso Torchio e alcuni dei suoi più stretti collaboratori si sono incontrati con l’Ufficio legale dell’Ente per approfondire la questione e mettere ordine tra la documentazione. In base alla quale, dicono in corso Vittorio Emanuele, la Provincia ne esce a testa alta. E anche dopo avere incassato quelle rassicurazioni che Torchio si presenta, il pomeriggio in consiglio. Confronto aperto da Ladina che attacca frontalmente l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente): <<La città è sbigottita per ciò che sta avvenendo. Un mese fa il direttore dell’Arpa è venuto in commissione per fare il punto sulla situazione dell’acqua e delle falde, ma è solo qualche giorno dopo che si è saputo dell’inquinamento della Tamoil. Non siamo noi a fare allarmismi, è la realtà ad essere preoccupante. E in questa realtà c’èqualcosa che non va. Non è mai stata data nessuna comunicazione>>. Ladina ha concluso chiedendo che la Regione potenzi la struttura dell’Arpa di Cremona <<perché siamo di fronte all’inquinamento più grave nella Pianura padana. Dopo i Verdi, il forzista Rusca spiega come al centro della sua richiesta di chiarimenti ci siano le preoccupazioni delle Canottieri.
A quel punto tocca a Torchio:<<In vicende come questa la Provincia ha competenze del tutto marginali, le competenze sono di altri Enti. Sono stati inviati tre avvisi di garanzia>>,. Torchio si ferma qui, nei corridoi aggiungono: i destinatari sarebbero la stessa Provincia, il Comune e l’Arpa. Continua Torchio: <<C’è in giro una demagogia intollerabile. Se ci sono stati silenzi, disinformazione e omertà, non è colpa della nostra Amministrazione, che si è insediata solo tre anni fa. La catena delle responsabi1ità è lunga e rimonta molto indietro nel tempo. Non lo dico per giocare allo scaricabarile, ma per evitare la confusione>>. L’inquinamento va affrontato <<senza subire il ricatto della questione occupazionale>> e con una bonifica i cui costi <<devono essere a carico di chi ha inquinato>>. Ossia, la raffineria. <<Sotto la gestione libica hanno subito negli ultimi tempi un rallentamento gli investimenti per la sicurezza>>. Torchio chiude come aveva cominciato: <<Respingiamo al mittente i titoli e le accuse di inquinatori. La Provincia si occupa solo di scarichi in superficie e su questo i nostri controlli sono sempre stati rigorosi>>’. Di nuovo gli ‘interroganti’, con un curioso scambio di ruoli. Rusca, esponente della minoranza, si congratula con Torchio <<per la sua risposta completa >>. Ladina, dai banchi della maggioranza, giudica <<eccessivamente difensiva la ricostruzione del presidente>>. E rilancia: <<Dov’era l’Arpa in tutti questi anni?. Soddisfazione invece <<per il concetto che chi inquina paga. La bonifica durerà più di dieci anni>>. A questo punto chiede la parola Torchio per tornare sull’annuncio che gli avvisi di garanzia sarebbero tre:<<L’abbiamo saputo dal Tg Lombardia>>. Che ha parlato degli avvisi, senza però dare cifre.
Al termine della seduta il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità un documento in cui <<si chiede la massima vigilanza affinché sia garantita la bonifica dell’area interessata e la massima collaborazione tra Enti, in particolare tra Provincia, Comune, Regione e Arpa, associazioni e forze sociali perché ci sia una precisa strategia d’intervento con tempi e modalità definite e con costi definiti esclusivamente a carico dei responsabili’>>. Richiesta anche di “un piano straordinario di comunicazione ai cittadini sullo stato e sull’evolversi della situazione e che rassicuri sulla qualità dell’acqua potabile>>. Si impegna poi <<il presidente del consiglio a concordare con il Comune un consiglio aperto per informare i cittadini e definire strategie future>>. Ladina, a margine del dibattito, accusa anche <<i due consiglieri regionali cremonesi>>, l’assessore Gianni Rossoni (Forza Italia) e l’ex segretario lombardo dei Ds LucianoPizzetti: <<In fatto di silenzi, sorprende molto anche il loro>>.
di Gilberto Bazoli
(La Provincia, 19/07/2007)
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