Sono 108 i siti inquinati nella nostra provincia dei quali si è a conoscenza dal 2001.
La Tamoil è “solo” il caso più eclatante, la punta dell’iceberg nel complesso quadro di inquinamento che caratterizza la nostra città. I siti inquinati in provincia di Cremona sono in tutto ben 108, non ottanta come è emerso in queste settimane, sull’onda del caso Tamoil. Centootto siti iscritti all’Anagrafe dell’ARPA della Lombardia, lo speciale elenco di competenza dell’Azienda Regionale per la Protezione Ambientale nel quale dal 2001 vengono classificate le aree oggetto di inquinamento di ogni genere.
In base ai dati forniti dal dipartimento cremonese dell’ARPA, di questi 108 siti uno è in attesa di classificazione, mentre in due casi si tratta di dismissione di serbatoi. In totale sono quindi 105 i siti inquinati tra Cremona città e i paesi del territorio attualmente sottoposti ad indagine preliminare o a procedura di bonifica.
In 74 di questi 105 siti, 1’ARPA ha già concluso le indagini preliminari o la procedura di bonifica. Nel dettaglio: 25 indagini preliminari hanno dato esito negativo, nel senso che in questi casi non è stata rilevata nessuna situazione di particolare rilievo dal punto di vista della compromissione ambientale. Quarantanove, invece, le procedure di bonifica già portate a termine dall’ARPA.
Tirando le somme, restano attualmente in corso 31 procedimenti in altrettanti siti sparsi tra il capoluogo e la provincia: in tre casi sono in corso le indagini preliminari - tra questi rientra la Tamoil -, in 28 casi sono in corso le procedure per la bonifica dell’area.
Sempre dal locale dipartimento dell’ARPA è stato confermato che le autodenunce sono in tutto 4, tre delle quali riconducibili alla Tamoil. Tutti gli altri siti inquinati della nostra provincia sono stati individuati dall’ARPA stessa in base ad indagini o su segnalazione.
Resta da appurare dove esattamente si trovino le aree inquinate delle quali tanto si è parlato in queste settimane, dopo l’uscita delle notizie sulla Tamoil. Un interrogativo, questo, che si è posta anche la federazione locale di Alleanza Nazionale, che sabato scorso ha depositato una interrogazione ad hoc. Nel documento, ii partito chiede di conoscere quali siano esattamente le aree industriali dismesse e le discariche che necessitano <<di indagine ambientale finalizzata all’individuazione di eventuali contaminazioni>>, <<da quanto tempo si è a conoscenza di questi siti>>, quali indagini siano state fatte a carico di queste aree, se sono stati presi <<tutti gli accorgimenti necessari per salvaguardare la salute dei cittadini>> e di conoscere <<la natura degli eventuali inquinamenti riscontrati e le possibili ripercussioni di questi elementi sulla salute dei cittadini>>.
La Cronaca, giovedì 2 agosto 2007 Federico Centenari