Egregio Ministro Pierluigi Bersani,
abbiamo letto con sconcerto il suo invito ai ministri della Salute Livia Turco e della Giustizia Clemente Mastella per valutare la richiesta dei rappresentanti degli Ordini Provinciali dei medici di varie province della Regione Emilia Romagna di non procedere alla concessione di nulla osta alla costruzione di nuovi termovalorizzatori-inceneritori.
Nessuno mette in dubbio che la realizzazione degli impianti in esame e il loro funzionamento avvengono in conformità alle norme comunitarie e nazionali vigenti, ma negli ultimi anni le conoscenze scientifiche sulla tossicità delle emissioni di tali impianti e la sperimentazione in sito hanno evidenziato in alcuni casi significativi danni per la salute.
A suo giudizio, però, la richiesta di applicazione di principi di cautela, e di valutare la reale opportunità di realizzare inceneritori, soprattutto laddove esiste l’alternativa concreta di migliorare la raccolta differenziata e quindi di ridurre massicciamente la necessità di incenerire rifiuti, esorbita totalmente dall’ambito delle attribuzioni degli ordini professionali in merito alle iniziative di prevenzione menzionate nell’articolo 5 del codice deontologico della Federazione nazionale dei medesimi ordini.
E’ un’interpretazione, da parte del Ministro di una maggioranza che abbiamo contribuito ad eleggere, che ci sconcerta, tanto più quando si spinge a configurare la richiesta di cautela come “suscettibile di procurare un grave allarme nella popolazione interessata di ostacolare gravemente il legittimo esercizio delle competenze amministrative di una vasta pluralità di enti pubblici locali”.
Ci saremmo aspettati che tanto interessamento portasse all’apertura di un confronto con i cittadini e con i medici delle aree in cui insistono gli inceneritori per prendere in esame le loro motivazioni e i dati a supporto delle loro preoccupazioni, invece di intimidire gli autori dell’iniziativa accusandoli di procurato allarme.
Come comitato ambientalista, che da anni sta lottando per non vedere insediati nel proprio territorio impianti che vadano a peggiorare la qualità dell’aria, le chiediamo se Lei è al corrente che nella nostra provincia sono state registrate anomale concentrazioni di tumori alle vie respiratorie e se ci può spiegare perché oltre la bolletta energetica, nell’immediato futuro dovremo pagare di più per coprire le sanzioni che la Comunità Europea infliggerà al nostro Comune a causa dei numerosi sforamenti dei limiti di particellato solido aereodisperso, documentati già oggi, senza la triplicazione dell’inceneritore.
Comitato Città Sostenibile Ferrara, 9 ottobre 2007
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