Il silenzio sullo studio del Politecnico del 2003, un nuovo ‘caso Tamoil’. I Verdi: “La reticenza è una regola di comportamento”. Rifondazione: “Sudditanza verso le industrie”. Attacca anche l’UDC: “Dall’amministrazione una trasparenza solo predicata, non praticata”
Prima il lungo silenzio sull’autodenuncia- del 2001 - della Tamoil. Adesso il silenzio sullo studio del Politecnico di Milano - del 2003 - sull’inquinamento a Cremona. Studio nel quale si evidenzia chiaramente come quasi la metà del particolato fine (le polveri sottili) presente nella nostra aria è prodotto dall’olio combustibile emesso nei processi di produzione di energia e nella trasformazione di combustibili.
Documenti - l’autodenuncia e lo studio del Politecnico riportato ieri l’altro su queste colonne - sui quali per anni si è taciuto. Sui quali le istituzioni non hanno mai detto nulla pubblicamente, ad onta del fatto che in un caso e nell’altro è di inquinamento e, di riflesso, di salute pubblica, che si parla.
L’uscita del documento del Politecnico a distanza di anni dalla sua elaborazione da un lato assume i connotati di ‘fotocopia’ del caso Tamoil dal punto di vista del silenzio delle istituzioni; dall’altro riapre con forza il dibattito sull’inquinamento a Cremona, con annesse polemiche, domande e interrogativi.
La sinistra della coalizione al governo della città non tarda a farsi sentire. <<E’ sconcertante il fatto che in passato - commenta il consigliere comunale dei Verdi, Matteo Lodi - ho chiesto con un’interrogazione lo Studio del Politecnico, lo stesso che vedo pubblicato oggi (ieri per chi legge) su ‘Cronaca’ e che mi sia stato risposto che era secretato. Presenterò un’altra interrogazione per chiedere per quali motivi quel documento non è mai stato reso noto e soprattutto perché nessuno ha mai fatto nulla, alla luce di quel documento, pur sapendo come stavano le cose dal 2O03>>. Pesante la lettura politica che Lodi dà alla luce di questo nuovo pentolone appena scoperchiato: <<Evidentemente - osserva il consigliere -, come nel caso della Tamoil, la reticenza è una regola di comportamento. Come esponente dei Verdi non posso che prendere le distanze da questo modo di agire>>. Quindi il monito agli alleati del centrosinistra:<< O la giunta rivede completamente il modo di affrontare le politiche ambientali superando la sua indolenza o prenderemo sempre più le distanze da questa maggioranza. Come? Non votando i prossimi documenti fondamentali dell’amministrazione: il bilancio di previsione, il piano delle opere pubbliche e il bilancio consuntivo (al voto nel 2008; ndr)>>.
Durissima anche la presa di posizione di Rifondazione Comunista, affidata alle parole del segretario ‘di federazione, Maurizio Guerrini. <<Se questi dati - commenta – rispondono al vero, e non ho motivo di dubitarne, dal momento che la fonte (il Politecnico; ndr) è più che attendibile, la politica ambientale di Cremona va completamente rivista. A questo punto se non risibili, sono quanto meno minimaliste le chiusure del traffico se non accompagnate da azioni in grado di far fronte all’inquinamento prodotto da altre fonti>>.
Dallo studio del Politecnico alla vicenda Tamoil: <<La questione Tamoil precisa il segretario del Prc - è più che mai aperta. Anzitutto smettiamola di parlare di bonifica: lo è solo di nome e non di fatto. Una vera bonifica presuppone la delocalizzazione dell’azienda>>. Rifondazione è a favore della chiusura e dello spostamento della raffineria?
<<Su questo siamo in linea con i Verdi - replica Guerrini -: nessuno chiede di chiudere la raffineria, ma è assurdo scartare l’ipotesi di elaborare uno studio di fattibilità per una delocalizzazione in tempi medio lunghi. Tenendo conto, su questo non si discute, della questione sociale e lavorativa. Rifondazione ha sempre lottato per la difesa del lavoro: è necessario affrontare il problema tenendo insieme l’aspetto ambientale e quello lavorativo>>.
Ancor più dura la conclusione di Guerrini sui silenzi calati sull’autodenuncia della Tamoil e sullo studio del Politecnico: <<Non mi associo a chi dice che si è volutamente minimizzato il problema, ma c’è sicuramente un atteggiamento di sudditanza da parte della politica e delle amministrazioni nei confronti delle industrie. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nulla: se ne doveva parlare subito di questi problemi>>.
Dal fronte del centrodestra è ancora una volta l’Udc il primo partito a prendere posizione, tornando sul caso Tamoil con un ordine del giorno (pubblicato in questa pagina) e con una dichiarazione del segretario provinciale, Giuseppe Trespidi, sullo studio del Politecnico. <<La questione dell’inquinamento - dichiara il segretario dei centristi - assume risvolti sempre più inquietanti. Escono di continuo notizie che andavano rese note subito. Negare l’informazione non aiuta a risolvere i problemi, anzi, la reticenza alimenta solo i dubbi. Sembrava che dopo questa estate (dopo l’uscita del caso Tamoil) gli enti locali avessero assunto un preciso impegno per la trasparenza. Dopo aver letto dello studio del Politecnico viene il dubbio che si tratti solo di una trasparenza predicata ma non praticata>>.
Federico Centenari
Fonte : La Cronaca 20/10/2007