LA PAROLA AI LAVORATORI !

Riportiamo la testimonianza di un dipendente AEM che ha aderito, in forma anonima per motivi di sicurezza, al comitato.

” Cominciamo col dire che tutti gli impianti sopra i 14 megawatt devono avere una certificazione dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente).
La prima cosa che l’ARPA deve rilevare è lo “zero ambientale”, deve analizzare cioè la situazione prima dell’apertura dell’impianto in esame: quante diossine ci sono nell’aria, quante sostanze si riscontrano nel suolo, nell’aria e anche nel latte delle mucche perché è un catalizzatore delle sostanze nocive presenti nell’ambiente.
Le diossine sono presenti in natura, la combustione di qualsiasi componente a base di cloro, come la clorofilla, produce diossine.
Quando bruciamo la legna, l’erba o le foglie, l’odore acre che sentiamo è anche vapor acqueo, ma sono anche diossine…
La soluzione perciò non è quella di tornare al medio evo, quando tutti si riscaldavano a legna, ma occorre almeno evitare di aumentare le fonti di diossine.
Lo “zero ambientale” dell’inceneritore è stato affidato all’ASL, ma l’ASL lo ha fatto fare all’AEM, perché gli unici laboratori in provincia di Cremona attrezzati a questa operazione sono quelli del depuratore: è scandaloso che una società controlli se stessa!!!
L’AEM ha rilevato che la zona di ricaduta dell’inceneriotre è un ” 8 ” con al centro l’inceneritore e con una parte che va verso il ristorante “Il Ceppo” e con l’altra che va verso Porta Mosa.   
L’AEM ha valutato che una linea dell’inceneritore non avrebbe aumentato più di tanto gli inquinanti già presenti in questa parte del territorio.
In effetti può anche essere una magra consolazione se consideriamo che le poche e sgangherate centraline che hanno messo per “monitorare” l’aria, hanno rilevato che la zona più inquinata di Cremona è la Barriera Po.
“Il quartiere più verde e più bello di Cremona” è quello con l’aria più contaminata da idrocarburi: GRAZIE TAMOIL !!!
Alle 11 di notte, quando non si vede nulla perchè è buio, alla raffineria Tamoil le caldaie vengono insufflate con vapore, per pulirle dalla fuliggine… e tutto quello che c’é lì dentro va nell’aria.
L’AEM afferma che i valori di inquinamento dell’inceneritore rientrano nei parametri di legge. Ma esiste  il metodo comunemente utilizzato di diluire nei fumi la sostanza inquinante. 
Ad esempio, la ciminiera della centrale turbogas butta fuori 100.000 mc di fumo all’ora: si tratta di metano, vapor d’acqua, prodotti della combustione di carbonio (CO e CO2) ed un certo numero di NOx.
La grande idea è quella di prendere un bel ventilatore e soffiare nei fumi, ovviamente prima dell’analizzatore, delle ingenti quantità d’aria per elevarne la quantità rispetto ai prodotti della combustione. L’inceneritore per legge deve avere un eccesso di ossigeno sopra il 9% e siamo al 14%.
Alla centrale turbogas siamo al 15%.
Sono dei valori troppo alti (in una bombola di aria compressa c’é il 21% di ossigeno), dovuti alla contraffazione del ventilatore prima della sonda. E l’ARPA non controlla come è fatto l’impianto…
Un altro scandalo è la convalida da parte della Provincia del bosco filtro di Arvedi da 1 ettaro e mezzo di estensione…  è una cosa ridicola (si ride per non piangere) !!!
Arvedi installa i nuovi forni a Cremona, in Italia, perché per installarli in Germania avrebbe dovuto sostenere i costi per un bosco di contenimento di almeno 100 ettari… Altro che Cremonese !!!
L’ inceneritore di Cremona, inoltre, è tra quelli che funzionano più malamente perché non c’é nessuna selezione dei rifiuti come invece capita a Brescia, ad esempio.
Nei cassonetti si trova di tutto e poi occorre spendere un sacco di energie e di soldi per tirare fuori dalle macchine la roba che si incastra…
I fumi dell’inceneritore che vengono usati per carpire il calore e trasformarlo in energia sono carichi di acidi e corrodono i tubi che, per questo motivo, devono essere sostituiti ogni 6/8 mesi.
Se i fumi corrodono dei tubi di ferro  spessi mezzo centimentro significa che non devono essere molto sani da respirare…
I filtri vengono continuamente lavati, molte ceneri finiscono nell’acqua chimica che viene poi aspirata con un tubone e portata via da una ditta esterna (dove ?!?).  Ma nelle falde acquifere qualcosa ci finisce sicuramente perché ci sono un sacco di perdite… Vedere l’inceneritore da vicino è una cosa che fa schifo.
Dopo dieci anni, buona parte dei camminamenti per salire sulla ciminiera si sono arrugginiti ed i lavoratori si rifiutano giustamente di salire lassù per i dovuti controlli.
I lavoratori si rendono conto per forza dell’ambiente insalubre, anche solamente per la polvere che si deposita dappertutto, ma più di tanto non si espongono subendo il ricatto occupazionale (anche se è da segnalare una lotta vittoriosa per avere l’aria condizionata nell’abitacolo della gru nel forno… perché non era sta prevista, sic !).

Per evitare la composizione delle diossine, la temperatura dell’inceneritore dovrebbe mantenersi superiore ai 1200 gradi (fino in alto nella ciminiera).
Allora, sistematicamente, quando la temperatura del combustore è troppo bassa, nella tramoggia del forno viene buttata dentro una brancata di 2500-2800 kg di plastica.
La plastica arriva dalla raccolta differenziata: a S.Rocco spalano la plastica su un nastro e stanno attenti  a mettere solo le bottiglie e  queste pare vengano riutilizzate effettivamente per il riciclaggio, però tutto il resto viene bruciato.
Ma tutte le combustioni ad alta temperatura generano NOx, gli ossidi di azoto terribili per l’ambiente, perché producono un forte effetto serra, maggiore della CO2.
Allora, quando la temperatura è troppo alta, vengono presi i rifiuti dalla fossa dell’umido ( quello raccolto nei paesi, l’umido della città di Cremona va a finire invece in una compostiera enorme vicino a Piacenza… ) e vengono buttati dentro al forno: in questo modo l’acqua contenuta nell’umido abbassa la temperatura della fiamma. 
Io vedo nei paesi la gente nei giardini che fa il bidoncino, che pensa che l’umido che verrà raccolto tornerà alla terra… Sì, col cavolo ! 
Inoltre, per far precipitare le diossine, vengono insufflate calce e carbone: praticamente, l’incenerimento di 1000 kg di rifiuti riproduce 1800 kg di residui (con l’aggiunta di carbone, calce, acqua e tutto il resto… )
Con 240 tonnellate di rifiuti buttati nel forno ogni giorno, l’inceneritore ne riproduce quotidianamente circa 400 tonnellate, perché bisogna considerare anche l’acqua che evapora, la calce e il carbone che vengono utilizzati per “neutralizzare” le diossine e tutti i materiali che non bruciano: perché alla fine brucia solo la plastica !
Io ho visto un pacco di giornali che stava ruzzolando nel forno e non bruciava perché la carta compressa non brucia ! Ho visto un tegame di ferro in cui bruciava solo la smaltatura di teflon. Anche il vetro rimane tutto lì, la bottiglia entra bottiglia ed esce bottiglia !
La carne non brucia, si carbonizza fuori ma non brucia: una volta hanno buttato nell’inceneritore dei maiali e non bruciavano… Alla fine devono tirare fuori tutti questi resti aggrovigliati e buttare tutto nella discarica di Malagnino, che adesso non basta più, infatti vogliono costruirne una nuova a Vescovato.
Perciò l’inceneritore, oltre a produrre polveri molto tossiche, non risolve nemmeno il problema dello smaltimento dei rifiuti, perché in realtà produce nuove discariche !
Ed anche le discariche procurano dei bei problemi: la temperatura della discarica di San Rocco, le colline di Cremona, arriva sui 40-70 gradi.
Nella discarica di Malagnino ci finiscono anche (quando non vengono buttati nei campi come sostanze ammendanti) i fanghi prodotti dal depuratore, ammorbati da arsenicati. 
Non si salva nemmeno il depuratore dalla malagestione: quando piove gli impianti di depurazione finiscono di lavorare.
Dato che esiste un unico collettore per l’acqua piovana e per quella delle fogne, quando piove il depuratore è inondato da una grande massa d’acqua che lava via tutti i batteri dei filtri che quindi non funzionano più.
Soluzione: viene tutto scaricato direttamente nel Po.

Tornando all’inceneritore, calcolando che viene buttata nel forno una brancata di rifiuti ogni 20/30 minuti, stando bassissimi si può valutare che in un giorno vengono bruciate 120 t di rifiuti per linea (all’inceneritore ce ne sono due).
Cremona non produce così tanti rifiuti.
Il grande business dell’AEM è l’importazione dei rifiuti da altri comuni che pagano “profumatamente” per il loro smaltimento.
Ed in più ci sono i CIP6, ossia i “contributi alle fonti di energia assimilabili alle energie alternative”: orribile formulazione che indica tutti i pubblici denari destinati al finanziamento di progetti energetici “poco rinnovabili”, ma trattati come se fossero “vere fonti energetiche rinnovabili”.
Correva l’anno 1992, quando il Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) emise una delibera (la numero 6), con la quale stabili’ una maggiorazione del 6% del prezzo dell’elettricità pagato dai consumatori finali. Il ricavato avrebbe dovuto essere utilizzato per promuovere le energie rinnovabili, acquistandole dai produttori ad un prezzo superiore a quello di mercato. L’obiettivo era spingere le aziende energetiche a riorientare la loro produzione verso le energie rinnovabili, in primis, solare ed eolico. 
Nella formulazione della norma, accanto all’espressione “energie rinnovabili” fu aggiunta l’estensione “o assimilate”.
Cosi’, come sempre accade in questo Paese, quella che poteva essere una buona cosa si è trasformata in un colossale boomerang. Sul reale significato dell’aggettivo “assimilate” e sui criteri per l’identificazione delle energie “assimilate alle rinnovabili”, non è mai stata fatta chiarezza, con la conseguenza che una valanga di miliardi di pubblici denari è finita  nelle casse delle solite grandi aziende, per produzioni energetiche tutto fuorché “rinnovabili” (centrali termoelettriche, produzioni di gas e carbone da residui di raffineria, inceneritori coi rifiuti non biodegradabili bruciati nei termovalorizzatori, addirittura anche la produzione di energia dal petrolio riusciva cosi’ a rientrare dalla porta di servizio nel fantasmagorico concetto di “assimilate”).
I cittadini hanno dovuto pagare in bolletta mediamente 60 euro l’anno in piu’ e naturalmente le energie rinnovabili in Italia sono rimaste al punto di partenza.
Ricevo un giornalino che si chiama “La Nuova Energia”, redatto da ingegneri termotecnici. Questa rivista è favorevole all’energia atomica. L’ENEA, che una volta voleva dire “Ente Nazionale per l’Energia Atomica e ora “Ente Nazionale per l’Energia Alternativa”, doveva dimostrare che in Italia non è possibile sviluppare l’energia solare ed eolica, perché ci sono delle lobby che spingono per l’uso massiccio dei combustibili fossili. Allora hanno messo delle cabine di registrazione con anemometri vicino agli aeroporti, e gli aeroporti, si sa, sono collocati in posti dove c’é poco vento.
In Sicilia hanno messo dei pannelli solari, ma senza curarne la manutenzione, e così si sono ricoperti di polvere che ha impedito l’assorbimento dei raggi solari…
Gli interessi dell’AEM sono sostanzialmente due: il primo è il profitto, il secondo è la cura dell’immagine agli occhi dell’opinione pubblica (in realtà, dietro questa facciata, succedono cose pazzesche, ai limiti della ‘ndrangheta, una roba allucinante… ).
Un esempio fra tranti : AEM ha costruito, beccando sicuramente qualche finanziamento europeo, un impianto veramente stupendo per sfruttare i biogas, che si formano dalla fermentazione dei fanghi del depuratore, per produrre energia elettrica.
L’impianto potrebbe funzionare perfettamente, è sempre caldo, pronto a partire però non parte mai perché metterebbe a repentaglio quel “castello di carte” con cui giustificano la validità sociale dell’inceneritore, la “gallina dalle uova d’oro” dell’AEM.

Una delle più grandi stupidaggini nella gestione dei rifiuti è quella di non riciclare la plastica.
Ma sapete in quanti modi intelligenti si può riutilizzare la plastica? Io ho visto delle panchine orrende e dei giochi per bambini, schifosi anche al tatto, fatti con plastica riciclata… Ma riusiamola nell’edilizia, per le canaline che si mettono nel muro, per i tubi che poi vanno interrati, per i rivestimenti dei cavi elettrici ! Per tutte queste cose non c’é bisogno di usare polietilene perfetto, pulitissimo, assolutamente nuovo, vergine…
Tetrapack è quella ditta stronza di svedesi che beccano 1 centesimo a confezione come royalties, e quelle lì sono indicate con CA, vuol dire “multimateriale”, quello non lo ricicli mai.
I bicchierini usa-e-getta delle macchinette sono fatti di polistirolo e la combustione del polistirolo è terribile perché produce pireni, veleni con un grado di tossicità molto alto ed una vita ambientale lunghissima, 100-120 anni.
Mia madre, per il compleanno di mia figlia, mi ha portato un pacchetto di piattini e di bicchieri di plastica, lì c’era scritto, tanto per dire la “malinformazione”, che usare la plastica è vantaggioso sia per l’ambiente, sia per il bilancio energetico, perché il fatto di non lavare porta al risparmio di acqua, perché la combustione di questo piattino fa andare una lampadina di 50-60 watt un’ora… questa è roba d’arresto !
Purtroppo in Italia non abbiamo nessuna legislazione che vieti le plastiche nocive. Ad esempio, il PVC è terribile, il polistirolo è altrettanto terribile, ci sono dei posti dove le bottiglie di PVC sono vietate, in Danimarca non esistono bottiglie in PVC.
In Germania si paga anche il vuoto delle bottiglie di plastica, 20 centesimi per quelle piccoline e per quelle da 1 litro e mezzo 50 centesimi. Con questo sistema si ha una fortissima riduzione dei rifiuti, perché la gente porta indietro i suoi bravi bottiglini al supermercato e gli scalano dal conto della spesa i soldi del vuoto.
La raccolta differenziata ed il riciclaggio della plastica sono un investimento: prima di tutto per ridurre le conseguenze ambientali della combustione ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro. ”

   
 

  
 
 
  
 

2 Commenti

  1. 1
    Davide scrive:

    Ci sarebbe da denunciarli tutti per OMICIDIO COLPOSO AGGRAVATO. E’ assurdo che non si faccia niente davanti a queste cose. L’informazione deve emergere, deve arrivare nelle case di tutti i cittadini di Cremona, nelle scuole. C’è tanta ignoranza e disinformazione purtroppo. E’ solo l’opinione pubblica che può cambiare le cose. Purtroppo non ho le conoscenze e le competenze per sapere come è possibile intervenire (anche per vie legali, perchè no!?). Faccio quindi appello al comitato: FATE QUALCOSA! grazie

  2. 2
    dEDO scrive:

    Carissimo Davide, se vogliamo davvero cambiare le cose, dobbiamo sforzarci tutti di acquisire le conoscenze e le competenze che ci possano permettere di valutare i problemi e di agire per risolverli in primissima persona.

    Ti rinnoviamo quindi l’invito a partecipare alle riunioni del comitato ogni lunedì alle 21 presso la saletta Cisvol, in via S. Bernardo 2, angolo via Brescia.

    TI ASPETTIAMO!!!

    dEDO

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