venerdì 28 dicembre 2007
(red.) E’ ormai enorme la fetta di città contaminata da diossine e Pcb che viene quindi sottoposta a una serie di ordinanze restrittive emesse oggi dal comune di Brescia. Il sito d’interesse nazionale Caffaro si estende da via Milano verso sud-ovest, ma ora la zona tutelata si è allargata fino a raggiungere i confini del comune Castel Mella.
Nella pratica, l’area posta sotto la tutela del ministero dell’Ambiente per le elevatissime concentrazioni di Pcb è rimasta la stessa. Nella sostanza, però, il comune di Brescia ha ritenuto opportuno estendere una serie di divieti anche ad un’altra porzione di città, visto che gli inquinanti, attraverso le rogge idriche, sono stati trasportati e si sono sparsi per centinaia di ettari.
Dunque il tratto di Brescia che da sud di via Milano raggiunge i confini di Castel Mella; e che da via Industriale, via Dalmazia, via Labirinto e via Fornaci arriva fino agli argini del fiume Mella diventa un’unica zona omogenea considerata altamente e pericolosamente inquinata, estesa per circa 500 ettari. Visto che 1 ettaro equivale a 10 mila metri quadrati, stiamo parlando di un’area di circa 5 milioni di metri quadrati, cioè 5 chilometri quadrati dove abitano 10 mila persone. Per capirci, la città del Vaticano è grande circa 44 ettari. Il comune di Brescia è in tutto pari a 90,6 chilometri quadrati.
Fino al 30 giugno 2008, in tutta quest’area a sud dell’industria chimica Caffaro contaminata da Pcb e diossine vengono prorogati i divieti già contenuti in precedenti ordinanze emesse nel 2002, 2004 e giugno 2007. Sarà vietato l’utilizzo del terreno, quindi nessuna coltivazione, ma neppure l’aratura e il dissodamento, l’asportazione, lo scavo o qualsiasi altra operazione che comporti il contatto diretto con la terra o l’inalamento delle polveri da essa provenienti.
Viene vietato anche l’utilizzo dell’acqua fluente nelle rogge, la curagione dell’alveo dei fossati e, ovviamente, la pesca dai corsi d’acqua.
Ma non è finita qui, perchè non sarà possibile nemmeno allevare animali da cortile destinati all’alimentazione umana (sono vietate anche le uova), così come non sarà permesso coltivare ortaggi. E’ concessa una deroga, in quest’ambito, nei terreni agricoli situati nella zona di via Labirinto e via Fornaci. Qui, infatti, sarà concessa in via sperimentale la coltivazione di frumento, mais, orzo e graminacee per la produzione di sola granella, a patto che prima di qualsiasi uso il raccolto venga sottoposto ad analisi chimica con ricerca di Pcb e diossine, volta a confermare l’assenza di contaminazione.
Come noto, dopo il via libera ministeriale e la messa in mora della Caffaro (leggi qui), partirà nel marzo 2008 la bonifica dei 17 mila metri quadrati di terreno del parco Passo Gavia e del giardino di via Nullo, inoltre si interverrà su 26 giardini privati del quartiere Primo Maggio (finora ne sono stati messi in sicurezza tre).
Il Comune su tre lotti da 5 ettari di terreni agricoli del sito nazionale Caffaro sperimenterà la bioremediation, una tecnica che usa batteri in grado di aggredire e digerire le sostanze inquinanti. Sul resto saranno piantati alberi ed erba sperando che in parte assorbano Pcb e diossine.
Fonte: www.quiBrescia.it