Un coro di no all’ampliamento della discarica di Malagnino

Fornaroli propone il potenziamento della raccolta differenziata porta a porta.

MALAGNINO - Un coro di “no” all’ampliamento della discarica di Malagnino. Non siamo a livello dell’emergenza campana ma il tema del conferimento dei rifiuti rimane caldo anche nel cremonese. A riaccendere la discussione sul problema sono la Commissione di controllo Sociale della discarica di Malagnino e il Comitato per la Difesa del Territorio di Cremona, che venerdì sera hanno organizzato un incontro presso il Centro Ricreativo del paese per affrontare insieme alla popolazione la delicata questione. La discarica di Malagnino, che avrebbe dovuto andare a esaurimento nel 2009 anche se si parla di una chiusura già alla fine del 2008, sarà sottoposta a un’opera di ampliamento. O meglio : l’ampliamento è previsto sul territorio del Comune di Vescovato, ma la popolazione di Malagnino continuerà a essere interessata al problema, poiché la nuova struttura di deposito dei rifiuti verra realizzata proprio al confine con Malagnino. Insomma, una sorta di continuazione della vecchia discarica. che vede la netta opposizione degli abitanti.

L’incontro di venerdì sera, particolarmente partecipato, ha voluto fare il punto sulla situazione e lanciare proposte alternative. La stessa Commissione di Controllo Sociale, istituita nel ‘93 dall’amministrazione Provinciale e originariamente costituita dai rappresentanti dei Comuni di Malagnino, Gadesco, Pieve San Giacomo, Sospiro e Vescovato. era nata con l’intento di portare avanti un’azione di controllo e monitoraggio della discarica. Col tempo, molti del suoi membri hanno abbandonato, Ma ora la Commissione è pronta a far sentire nuovamente la propria voce. A nome della Commissione, il dott. Ettore Amadio ha ripercorso la cronistoria della discarica, “sorta nel ‘93 con una capienza di 600.000 metri cubi per accogliere 400.000 tonnellate di rifiuti; la promessa fatta in origine era quella di mantenere attiva la struttura per non più di 5 anni. E invece nel 2000 è stata raddoppiata, raggiungendo la capacita globale di 850.000 metri cubi di rifiuti, con la garanzia die comunque sarebbe durata solo per altri tre anni. Ed ecco nel 2006 la capacita e stata ulteriormente potenziata a 1.020.000 metri cubi di rifiuti, per un’altezza superiore ai 20 metri”. Ora Aem ha presentato il progetto per il nuovo ampliamento a Vescovato.

Sia il dott. Amadio della Commissione sia Pietropaolo Fornaroli, intervenuto come portavoce del Comitato per la Difesa del Territorio, ritengono quindi che l’ampliamento della discarica non sia una soluzione ottimale, ma piuttosto una ‘scorciatoia’ per non affrontare seriamente il problema. “E una questione politica, per assicurarsi maggiori introiti, perché anche i rifiuti sono diventata un business - attacca Fornaroli -. Al contrario, bisognerebbe puntare su un potenziamento della raccolta differenziata porta a porta, destinata al riciclaggio. Le Amministrazioni devono essere in prima linea in questa battaglia: favorire la differenziata e premiare i cittadini più virtuosi, conferendo in discarica soltanto ciò che non può essere riciclato”. La questione si sposta poi sulla salute: “Cremona e provincia detengono il record, in Italia, della mortalità di tumori allo stomaco e sono al terzo posto per altri tumori; gli studi e le inchieste svolti negli ultimi anni da comitati, medici e ingegneri ambientali hanno evidenziato la connessione diretta tra la presenza delle discariche e degli inceneritori e l’aumento dell’insorgere di malformazioni prenatali e di tumori”.

E’ sempre a proposito di smaltimento rifiuti, l’obiettivo è di arrivare, nel 2011, al 64% di differenziata . “Ma il piano della Provincia è in ritardo” chiosa il Comitato per la Difesa del Territorio.

Giorgia Cipelli

Fonte: La Cronaca 27/01/2008

 

Scrivi un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento .