Discarica, l’assemblea scalda gli animi

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La Proposta: differenziata obbligatoria e consorzi publici di stoccagio 

VESCOVATO - Bruciati nell’inceneritore o conferiti nella discarica, i rifiuti continuano a infiammare gli animi.

L’ampliamento della discarica di Malagnino in territorio comunale di Vescovato è ormai un dato di fatto C’è il ‘fiat’ della Provincia all’interno del Piano Rifiuti e c’è il progetto presentato da Aem. Ma perché, prima di optare per questa soluzione, non si è intrapresa la strada del potenziamento della raccolta differenziata sino a renderla obbligatoria per tutti? E se davvero Cremona e provincia sono cosi ‘riciclane’, perché è necessario’ che l’inceneritore lavori a pieno ritmo e che la discarica venga ampliata? E ancora, perché l’Amministrazione Comunale di Vescovato non ha consultato i cittadini prima di dare il proprio assenso all’opera?

Interrogativi che la Commissione di Controllo Sociale della discarica di Malagnino, il Comitato per la Difesa del Territorio, i cittadini e il gruppo ecologico “El Muroon” di Sospiro, venerdì sera hanno portato a Vescovato, nel corso di un incontro, avuto luogo presso l’auditorium delle scuole medie, che ha rappresentato un po’ il cuore della campagna contro l’ampliamento della discarica.

Una serata dai toni vivaci, durante la quale si è finalmente aperto ii dibattito tra i politici e i Comitati contrari alla nuova struttura di smaltimento dei rifiuti. Il ‘no’ da parte della Commissione di Controllo e del Comitato per la Difesa del Territorio è sempre più convinto, avvalorato da una serie di dati e proposte. D’altro canto, il sindaco di Vescovato Giuseppe Superti, pur non condividendo appieno l’ampliamento della discarica, ne ammette la necessità, in quanto, per arrivare al 100% di differenziata, e necessario percorrere ancora molta strada nell’educazione dei cittadini a un corretto smaltimento. A far sentire la propria voce anche il sindaco di San Daniele Po e consigliere provinciale Giampaolo Dusi, che punta l’attenzione sull’importanza degli impianti di pre-trattamento strettamente legati alla costruzione della discarica.

La posizione dei ‘contras’, in ogni caso, rimane irremovibile. Pietropaoto Fornaroli, portavoce del Comitato per la Difesa del Territorio, ribadisce: “La politica dovrebbe tornare a riappropriarsi di questo delicato tema, anziché affidare una delega impropria ad AEM per incrementare un business economico e lucrare profitti; chiediamo quindi alle nostre Amministrazioni di riprendere come linee-guida la salute pubblica e la tutela del territorio. Bisogna abbandonare questa politica vecchia basata solo sulle discariche che danneggiano le falde e sugli inceneritori che emettono polveri tossiche, e puntare su recupero, riciclaggio e riutilizzo delle materie prime”.

Ettore Amadio, rappresentante della Commissione di Controllo Sociale della discarica, ha vissuto passo passo l’iter di continui ampliamenti subiti dalla struttura di Malagnino, fin dal lontano ‘93: “Non è vero che è sempre andato tutto bene: a volte abbiamo registrato irregolarità e uno sversamento di acque provenienti dalla discarica, per cui i rischi ci sono. Senza contare che ora, anziché costruire una nuova struttura in un altro sito, hanno deciso di considerare la discarica a Vescovato come un ampliamento di quella di Malagnino, utilizzando cosi gli stessi tubi e l’impiantistica e approfittando di un iter autorizzativo più facile. Questo nuovo ampliamento durerà circa vent’anni, ma siamo sicuri che finirà qua? E quali conseguenze subirà questo territorio, che magari fra qualche decennio sarà totalmente inquinato?”.

Disastri ambientali che potrebbero essere causati anche dallo smaltimento dei fanghi, come specificato dal presidente de “El MuroonRosolino Fiorini. Senza contare, come ha rilevato un cittadino, che “nella discarica di Vescovato verranno anche conferite le ceneri dell’inceneritore. Insomma, i nostri amministratori peccano di leggerezza nell’affrontare il problema rifiuti, sul quale, in queste settimane, sono emersi balletti di cifre continui a proposito dei dati sulla differenziata e delle dimensioni della discarica. Inoltre, i siti alternativi a Malagnino e Vescovato, come ad esempio Pontirolo, ci sono già da quindici anni, ma non vengono presi in considerazione”.

Ecco dunque la soluzione prospettata da Mario Bini del Comitato per la Difesa del Territorio, in polemica con il Piano Rifiuti Provinciale: “Nel Piano, la raccolta differenziata è bloccata, a differenza di quello che vogliono farci credere, e parte dell’umido e dei rifiuti della differenziata vengono bruciati nell’inceneritore.

Noi intendiamo imporre la differenziata obbligatoria porta a porta, con sanzioni per chi non la rispetta, e consorzi pubblici di stoccaggio o trattamento di umido, carta, plastica, vetro e metalli.

Per la frazione non riciclabile del 15-20% si renderà invece necessaria la costruzione di mini-discariche super controllate dalla popolazione”.

La Commissione di Controllo Sociale, il Comitato per la difesa del Territorio e “El Muroon” ora sono pronti più che mai alla mobilitazione di massa insieme ai cittadini.Le discariche sono bombe a tempo e il nostro territorio non deve essere saccheggiato né devastato come sta avvenendo” tuonano i gruppi

Presto, i cittadini dci comuni coinvolti, ovvero Malagnino, Vescovato, Sospiro, Pieve San Giacomo e Gadesco Pieve Delmona, saranno invitati a esporre degli striscioni fuori dalle loro abitazioni, recanti la scritta “No alla discarica — Si alla differenziata porta a porta”. La battaglia è solo all’inizio. E intanto si stanno affilando le armi.

Giorgia Cipelli

Fonte: La Cronaca 16/03/2008

 

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