21/5/2008 - In occasione del Consiglio dei ministri di Napoli il WWF presenta in un dossier i passi necessari per affrontare Ia gestione dei rifiuti: prevenzione, raccolte domiciliari e riciclaggio

Il rifiuto non va considerato un “accidente casuale”, ma il risultato di una precisa scelta di come produrre e commercializzare una merce. La produzione nazionale di 131 milioni tonnellate di rifiuti nel 2005, di cui 31,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, 57,7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (tra cui 5,4 milioni di pericolosi) e oltre 42 milioni di tonnellate di inerti (provenienti cioè da costruzioni e demolizioni), rappresenta il passaggio ad uno stato di inutilità di enormi quantità di materiali che hanno richiesto risorse naturali ed energia per la loro produzione, molta più energia di quanta se ne possa ricavare bruciandoli.
La proposta del WWF, contenuta nel dossier, è incentrata su prevenzione, raccolte domiciliari e riciclaggio di materiali, e porterebbe a regime la necessità di conferire in discarica circa 300.000 tonn/anno di rifiuti assimilabili agli urbani, mentre l’ipotesi dell’incenerimento del CDR (Combustibile derivato dai rifiuti), formulata nel piano del Commissario, porterebbe alla necessità di smaltire in discarica oltre un milione di tonnellate/anno di rifiuti speciali (in parte pericolosi) costituiti da ceneri e materiale esausto dei sistemi filtranti degli inceneritori. Per passare all’obiettivo minimo del 60% di raccolta differenziata, previsto dalla legge per il 31/12/2011, gli impianti previsti dal Piano, dopo soli tre anni risulterebbero sovradimensionati e costituirebbero un inutile spreco.
Con il dossier “Rifiuti, come uscire dall’emergenza in Campania” il WWF rivolge ai rappresentanti del nuovo esecutivo, riunito oggi a Napoli, un appello per far fronte concretamente alla crisi che ha portato la Regione Campania al collasso e all’attenzione del panorama internazionale, con immagini di una popolazione esasperata e di una città allo sfacelo. Il deferimento dell’Italia da parte della Ue alla Corte di Giustizia Europea è l’ultimo tassello di una vicenda che impone l’adozione di misure immediate.
Nel 2006 la quantità di rifiuti urbani è salita a oltre 32 milioni di tonnellate. Si tratta di un difetto del sistema economico produttivo che andrebbe corretto riducendone al minimo le dimensioni e non esaltato addirittura incentivando chi con soluzioni impiantistiche complesse, come fa l’industria dell’incenerimento, vi costruisce sopra un profitto pagato dai cittadini. Basta guardare i risultati. A Brescia, dove si è scelto di privilegiare l’incenerimento nel 2005 ogni abitante ha prodotto ben 587 kg di rifiuti urbani, ed ovviamente il Comune non ha interesse a ridurne la quantità in quanto devono alimentare l’inceneritore. E’ urgente passare da questa “economia del danno”, che è quella dell’incenerimento e della discarica ad una “economia sostenibile”, che è quella della prevenzione e del riciclo. La proposta del WWF, incentrata su prevenzione raccolte domiciliari e riciclaggio di materiali, con l’adozione di una Road Map triennale, porterebbe a regime la necessità di conferire in discarica circa 300.000 tonn/anno di rifiuti assimilabili agli urbani, contro il milione di rifiuti speciali (in parte pericolosi) costituiti da ceneri e materiale esausto dei sistemi filtranti degli inceneritori previsti dal piano del Commissario.
“I cittadini e il territorio sono nella situazione più fragile – afferma Michele Candotti, Direttore Generale del WWF Italia - stretti tra la pressione dei produttori a moltiplicare acquisti e bisogni e quindi a favorire l’usa e getta, e il comportamento spesso irresponsabile delle pubbliche amministrazioni che non propongono scenari di consumo e di gestione dei materiali post-consumo organizzati in modo efficiente ed ambientalmente compatibile. Questo non fa altro che creare un clima di sfiducia e assai sfavorevole anche alle campagne di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini che, esasperati, non credono più che lo Stato possa effettivamente mostrare una via d’uscita dalla tragica morsa che attanaglia il proprio territorio e la salute pubblica”.
Fonte: www.wwf.it