INQUINAMENTO TAMOIL, DIFFIDATO IL SINDACO

Quaranta cittadini scrivono a Corada: “Bonifica inesistente, subito un provvedimento o ci rivolgeremo alla magistratura”

Per il sindaco Gian Carlo Corada il cronoprogramma degli interventi di bonifica della Tamoil c’è ed è preciso. Eppure, la Provincia di Cremona sostiene di essere in attesa di un cronoprogramma attualizzato. II sindaco assicura che Tamoil ha dichiarato di voler procedere alla caratterizzazione delle aree esterne all’azienda, ma lo stesso primo cittadino chiede alla Regione Lombardia un finanziamento di 300mila euro proprio per caratterizzare quest’area.

Domande spontanee: il cronoprograinma c’è o no? La caratterizzazione delle aree è a spese della raffineria o della comunità? Ma soprattutto, quando si comincia con la bonifica vera e propria? Quanto tempo ancora la città deve aspettare? Per gli oltre quaranta firmatari della lettera protocollata ieri mattina in Comune, al massimo una decina di giorni. Più che sufficienti al sindaco per emanare un’ordinanza che impegni la Tamoil a procedere alla messa in sicurezza dell’area e alla elaborazione di un progetto di bonifica, anche senza cronoprogramma.. In caso contrario il primo cittadino sarà oggetto di una denuncia alla magistratura per omissione di atti dovuti.

 

LETTERA DI DIFFIDA – E’ quanto promettono, nella lettera di diffida inviata ieri a Corada, i quaranta ed oltre firmatari tra semplici cittadini, membri dell’Osservatorio Tamoil ed esponenti di associazioni come Legambiente, Italia Nostra, WWF; LIPU, ISDE, ASVEA, Gruppo di impegno Sociale, Coordinamento Comitati Ambientalisti, Associazione Ecologisti Democratici Una lettera dai toni molto duri , con la quale, si legge, i firmatari intendono <<stigmatizzare il suo comportamento che ci sembra omissivo e inadeguato alle Sue responsabilità di massima autorità sanitaria locale. La diffida fa seguito alla lettera aperta inviata, sempre al sindaco, lo scorso 6 agosto, quando cittadini e associazioni chiesero al Comune di attivare tutti i meccanismi necessari a tutelare la città a fronte dell’inquinamento, comprese le procedure per l’eventuale risarcimento dei costi della bonifica in caso di inottemperanza dell’azienda e surroga da parte dell’amministrazione.

In risposta a quella prima lettera, si legge nella diffida protocollata ieri, <<Lei ha affermato, con il chiaro proposito di tranquillizzarci, che non eravamo bene informati: non solo la Tamoil avrebbe pagato tutte le spese di analisi e bonifica, ma aveva un piano di sviluppo delle produzioni, con relativo investimento di 900 milioni di Euro, che comporta la realizzazione di interventi di bonifica degli impianti . Non solo ma Lei affermava di avere in mano un preciso cronoprogramma di interventi di bonifica>>.

<<La sua affermazione - si legge nella diffida - è esplicitamente contraddetta dalla risposta della Provincia di Cremona alla nostra richiesta di accesso agli atti che cosi recita:“Alla luce della più recente conferenza di servizi siamo in attesa di un cronoprogramma attualizzato “. In altre parole: il cronoprogramma non esiste!>>’. Proseguono i firmatari: <<ci stupisce molto che, dopo averci rassicurato sulla volontà di :Tamoil di procedere alla caratterizzazione delle aree esterne all’azienda, Lei abbia chiesto alla Regione Lombardia un finanziamento di 300.000 Euro proprio allo scopo di caratterizzare quest’area tramite campagne di campionamento dell’aria e dei gas interstiziali>>.

 

LE INCONGRUENZE - I firmatari della diffida annotano poi un’altra incongruenza. Quando il consigliere regionale del Pd, Fortunato Pedrazzi <<commentando il piano regionale di bonifica approvato in questi giorni, lamentava il fatto che il piano stesso non contenesse finanziamenti per la bonifica>>. Pedrazzi, proseguono, <<ricordava come il suo collega consigliere Pizzetti aveva a suo tempo richiesto uno stanziamento di cinque milioni di euro come compartecipazione al risanamento delle aree industriali. <<Ma come - si chiedono i cittadini e le associazioni-, non avete dichiarato all’unisono che analisi e bonifica sono un obbligo della Tamoil e che Tamoil stessa vi ha consegnato un cronoprogramma?>>.

<<Lei, signor Sindaco, con il suo comportamento sta di fatto ritardando le opere di bonifica - proseguono i firmatari -, e rischia di accollare alla comunità spese che spettano al privato (Tamoil): ci sta danneggiando, sia omettendo di tutelare la nostra sa1ute, sia cercando di favorire economicamente una azienda a scapito di tutta la comunità>>.

Nella lettera viene quindi elencata una serie dichiarazioni e di norme dalle quali <<discendono suoi precisi doveri di intervento, in mancanza dei quali ravvisiamo la possibilità che Lei incorra nel reato di omissione di atti dovuti>>. In primo luogo, la legge 152 del 2006, che in casi di questo genere prevede che, (individuate le responsabilità, occorre emanare un atto di diffida; la responsabilità è in capo alla Provincia >> . Ebbene, <<Le ricordiamo la diffida emanata dalla Provincia di Cremona in data 27/07/2007 - aggiungono i cittadini -. In essa si ingiungeva alla Tamoil di presentare, entro 60 giorni, il piano di caratterizzazione dell’area canottieri e di attuare i provvedimenti necessari alla messa in sicurezza di emergenza. A tutt’oggi non risulta effettuata né la caratterizzazione né la messa in sicurezza d’emergenza, e neppure risulta presentato alcun progetto di bonifica, nonostante le Sue affermazioni su un cronoprogramma risultato inesistente>>.

L’elenco prosegue ricordando che <<nella conferenza di servizi del 16 luglio 2008 il funzionario regionale Di Nuzzo ha affermato a verbale che le richieste sulla caratterizzazione dell’area risultano ancora disattese>>, e che .durante i campionati mondiali di tennis per i diversamente abili sono stati chiusi alcuni locali della Catiottieri Bissolati perché i gas emanati dagli idrocarburi accumulatisi nel sottosuolo raggiungevano i limiti di esplosività>>. Quindi l’episodio più recente, quando <<un operaio è rimasto ustionato mentre provvedeva all’evacuazione dei gas accumulatisi vicino alla barriera idraulica realizzata ai confini dello stabilimento>> e la macchia di petrolio che, <<del tutto verosimilmente proveniente da Tamoil, ha inquinato il Po>>.

Capitolo Asl: <<Non ci risulta avviata l’indagine epidemiologica che dovrebbe verificare i possibili effetti sui soci delle canottieri del benzene, nota sostanza cancerogena per l’uomo riscontrata in concentrazioni spaventose nella falda a valle dell’azienda>>.

Alla luce di tutto questo, osservano i firmatari, <<è più che comprensibile il fatto che la Regione Lombardia non abbia impiegato alcuna somma per le analisi o la bonifica dei luoghi: semplicemente non può farlo. (. . .) Gli stanziamenti pubblici per le bonifiche, nel caso sia individuato il responsabile (a Cremona la Tamoil) possono essere erogati soltanto se viene ordinato a chi ha inquinato di provvedere alla caratterizzazione, alla messa in sicurezza di emergenza, alla presentazione di un piano di bonifica, alla sua realizzazione dopo la necessaria approvazione degli organi competenti (ARPA)>>.

Come responsabile del procedimento, dopo la diffida della Provincia, era Sua responsabilità controllare l’ottemperanza alla diffida - avvertono i firmatari -. Come abbiamo visto, scaduti i termini dopo sessanta giorni, a tutt’oggi la diffida dopo due anni, è rimasta lettera morta>>.

 

LE CONCLUSIONI - Dure le conclusioni dei quaranta cittadini:

<<Lei è doppiamente obbligato a procedere come previsto dalle norme, ordinando a Tamoil di procedere alla messa in sicurezza e alla elaborazione di un progetto di bonifica, anche senza cronoprogramma: i tempi li imporrà chi di dovere una volta esaminato il progetto. La legge prevede poi, in caso di inadempienza della Tamoil, che Lei presenti denuncia verso Tamoil, e si candidi all’intervento sostitutivo, provvedendo ad avviare la causa per il recupero delle somme impiegate per gli interventi. Solo allora la Regione potrà erogare finanziamenti finalizzati alla bonifica: altrimenti si potrebbe configurare un illecito ai danni dell’erario>>.

Ricordato quanto sopra - si legge in calce alla lettera -, i sottoscritti diffidano il sindaco pro tempore di Cremona nella persona del Prof. Gian Carlo Corada affinché emetta al più presto una ordinanza nei confronti di Tamoil secondo le modalità di legge, avviando contemporaneamente i procedimenti legali conseguenti>>.Trascorso un lasso ragionevole di tempo (visto il carattere di urgenza, riteniamo che dieci giorni siano più che sufficienti)>> proseguiremo <<a termine di legge, denunciando i fatti alla magistratura>>.

Federico Centenari

Fonte: La Cronaca del 24/10/2008

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