Al sindaco del comune di CREMONA

 

I Sottoscritti Cittadini,

anche ai sensi dell’articolo 50 della costituzione in materia di Petizioni Popolari,

considerato che:

q       il consiglio comunale ponendo in esercizio l’inceneritore (il 12 settembre 1997) ha calpestato la Volontà Popolare respingendo il risultato del referendum (del 18 giugno 1994) che ha visto 35.828 Cittadini Elettori recarsi alle urne (il 55,76%) e 20.338 (il 58.01%) esprimere parere CONTRARIO alla costruzione dell’impianto;

q       l’incenerimento non distrugge i rifiuti ma li trasforma in rifiuti speciali e in fumi;

q       a circa 10 anni dalla costruzione dell’inceneritore la verifica dell’impatto ambientale,  con la ricaduta dei veleni e degli inquinanti sui terreni e nelle falde acquifere, è tuttora inesistente;

q       le commissioni di controllo non sono rappresentative della Volontà Popolare,  ma asservite agli stessi interessi che finanziano la costruzione degli inceneritori e che li spacciano come fonti di energia rinnovabile;

q       gli studi e le inchieste fatte negli ultimi anni, a livello mondiale, da comitati, medici ed ingegneri ambientali, hanno evidenziato la connessione diretta tra la presenza degli inceneritori e l’aumento dell’insorgere di malformazioni prenatali e di tumori;

q       nel comune di Cremona la raccolta differenziata è rimasta a livelli bassi e l’inceneritore è raddoppiato, con la conseguente importazione di rifiuti da altre province e l’aumento di emissione di  veleni;

q       raccolta differenziata, riuso e riciclaggio comportano un reale recupero di risorse mentre la cosiddetta “termovalorizzazione” produce, con elevati costi di gestione, una quantità di energia notevolmente inferiore a quella necessaria per produrre i materiali che vengono inceneriti;

q       raccolta differenziata, riuso e riciclaggio, essendo processi economicamente convenienti, comportano una riduzione delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti a carico dei Cittadini;

q       l’incenerimento dei rifiuti non crea nuovi posti di lavoro (solo poche decine), mentre il riuso ed il riciclaggio ne creerebbero centinaia o, con il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, alcune migliaia;

 

chiedono di iscrivere URGENTEMENTE all’ordine del giorno del consiglio comunale,

l’emanazione di atti che prevedano:

 

q       una diffusa e capillare raccolta differenziata “porta a porta” che eviti l’uso dei cassonetti come mini-discariche ed indirizzata al riuso e al riciclaggio dei rifiuti;

q       la cessazione, entro 6 mesi, dell’importazione dei rifiuti provenienti da altre province.

 

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